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Campo di
Giove - Storia |
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Apprezzata soprattutto
per la posizione naturale e come località turistica, Campo di
Giove tradisce già nel nome un’origine antichissima. Ancor
oggi si discute sull’ubicazione dell’antica “mansio Jovis
Larene”, luogo di passaggio e di sosta collocato lungo la
romana Via Numicia e riportato negli itinerari tardoantichi.
Nonostante lo stretto collegamento etimologico tra l’attuale
paese e l’antica “mansio”, a tutt’oggi solo poche prove
scientifiche (soprattutto ritrovamenti nel territorio di tombe
e strutture murarie di età preromana ed imperiale) ci
riportano ad un periodo perlopiù oscuro nella zona. Campo
di Giove, citata nei documenti fin dal XII secolo e
trasformata in un borgo fortificato, nel medioevo diviene un
feudo, assegnato dapprima all’Abbazia di San Vincenzo al
Volturno, quindi ad Oddone di Pettorano (XIV secolo). Nei
secoli seguenti il paese subì alterne vicende legate alle
continue contese tra signorie al comando del feudo. In
particolare i Caldora e i Cantelmo furono più volte,
alternativamente, signori di Campo di Giove: nel 1420 Giacomo
Caldora fortificò il centro urbano, che subito dopo venne
distrutto da Braccio da Montone, nell’ambito degli scontri tra
i sostenitori degli Aragona e quelli dei d’Angiò. Notevoli
aspetti urbanistici ed architettonici testimoniano ancora il
fiorente periodo medievale e rinascimentale, soprattutto gli
edifici civili, che conservano splendidi esempi di portali e
di finestre. |
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Ambiente
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E’ una delle maggiori realtà turistiche
di montagna nel territorio della Comunità Montana
Peligna e in Abruzzo. Campo di Giove sorge a ridosso
del valico tra la Majella e il Morrone. Deve la sua
fortuna ad una posizione geografica invidiabile e ad una
buona struttura di collegamenti. Dotato di impianti di
risalita e piste per gli sport invernali, comprende nel
suo territorio anche magnifici ambienti montani da
praticare durante il periodo estivo: vasti boschi di
faggi, aceri, lecci, pini, betulle e frassini. Un
territorio intriso di gole e balze rocciose, di valloni
scoscesi e di altipiani sconfinati. Se a tutto questo
aggiungiamo un sistema recettivo all’avanguardia e la
tradizionale ospitalità delle sue genti, si comprende in
pieno il successo turistico di questo luogo. |
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Enogastronomia |
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zuppe
tradizionali - polenta - fiadoni |
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Da
visitare |
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| Borgo
antico, con molti edifici antichi
ben conservati nella loro struttura originaria; tra le
altre da ricordare Casa Quaranta (sec. XV), Palazzo
delle Logge (sec. XVI), Palazzo Nanni (sec. XVII),
Palazzo Ricciardi (sec. XVIII). Si conservano anche
varie Porte dell’antico borgo |
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| Chiesa parrocchiale di Sant’Eustachio,
forse edificata su un edificio romano. A tre navate,
conserva notevoli opere d’arte (sec. XIV - XVIII) e un
bel coro ligneo intagliato dell’artista Pecorari di
Rivisondoli (sec. XVII-XVIII) |
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| Chiesa di San Paolo (diroccata),
fondata nel XIV secolo, l’aspetto attuale risale al
XVIII secolo |
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| Chiesa di San Rocco (sec.
XVI), lungo
il lato esterno sinistro è inserito un portale ad arco
ogivale, forse proveniente da un edificio più
antico |
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| Chiesetta campestre di San
Matteo |
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